Tempo di lettura stimato: 2 minutiTeatro Bellini
dal 13 al 18 ottobre
IMMACOLATA CONCEZIONE
(Tre riti sull’amore)
uno spettacolo di Vuccirìa Teatro
drammaturgia e regia di Joele Anastasi
con Joele Anastasi, Federica Carruba Toscano, Fabrizio Milano, Eduardo Scarpetta, Enrico Sortino
da un’idea di Federica Carruba Toscano
scene e costumi Giulio Villaggio
light designer Martin Palma
musica originale Davide Paciolla
testo musica Federica Carruba Toscano
contributo drammaturgico Alessandro Lui
sculture cartapesta Ilaria Sartini
foto Dalila Romeo, Alessandro Scarano
video Giuseppe Cardaci
produzione Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini
A dieci anni dal debutto di Immacolata Concezione, Vuccirìa Teatro riunisce tre opere in una retrospettiva di repertorio: Tre riti sull’amore.
Sicilia, 1940.
Concetta viene barattata dal padre caduto in disgrazia con una capra gravida e affidata a Donna Anna, tenutaria del bordello del paese. Silenziosa, estranea ai piaceri della carne e a qualunque concezione adulta dell’amore, non oppone resistenza. Sullo sfondo, l’anima nera del fascismo si insinua: pretende controllo e devozione.
Ben presto la fama della nuova arrivata raggiunge tutto il paese, ma nessuno sa di preciso quali piaceri regali agli uomini per farli impazzire così tanto.
Dentro Tre riti sull’amore, Immacolata Concezione è la stazione della fondazione: il punto in cui il rito nasce e la comunità mostra la sua ambivalenza. È capace di accogliere, ma anche di divorare ciò che desidera. La retrospettiva rilegge questa origine come primo movimento di una discesa verso una de-umanizzazione che continua a caratterizzare la nostra storia collettiva.
Concetta è un simbolo che incrina l’ordine: “sente” l’anima dei clienti, permette una fragilità che fuori non è concessa, confonde ruoli e gerarchie.
Qui, il mare come creatura e misura del possibile è ancora mito e orizzonte. E proprio come nel racconto di Colapesce, che sorregge l’isola dal fondo, anche Concetta finisce per “reggere” una comunità.
TRE RITI SULL’AMORE
Retrospettiva Vuccirìa Teatro – Opere sull’umano contemporaneo
Per Vuccirìa Teatro il rito è un dispositivo collettivo: convoca una comunità, costruisce simboli, innesca stigma o salvezza.Rivela un sacrificio. Chiede un attraversamento. Tre riti sull’amore riunisce tre opere che oggi, rilette insieme, rivelano un unico percorso: tre stazioni di una discesa nell’umano contemporaneo. In queste opere il corpo è lo strumento assoluto. Una presenza erotica continua e necessaria. È spazio del sacrificio: il luogo in cui la verità accade e si espone. La lingua non serve a decorare. Serve a toccare, invocare, resistere. Le parole entrano nei corpi: feriscono, incidono. La Sicilia non è ambientazione: è la culla. È una grammatica di soglia, sempre rivolta al mare che ritorna come una creatura: cambia voce, cambia forma, cambia destino degli uomini.
In Immacolata Concezione è mito e origine. In Io, mai niente con nessuno avevo fatto (19-24 gennaio, Piccolo Bellini) è passaggio e promessa. In Battuage (26-31 gennaio, Piccolo Bellini) si riduce a gocciolio e collassa fino a diventare fondo: lo scolo di un orizzonte che si restringe. La tradizione della tragedia riaffiora come dispositivo contemporaneo vivo: coro, maschera, metamorfosi e sacrificio. E il tempo si piega, diventa spazio simultaneo. Una scena governata dal simbolo, Teatro di un’arte totale. A dieci anni dal debutto di Immacolata Concezione, Vuccirìa Teatro riunisce tre opere in una retrospettiva di repertorio.




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