Di: Maresa Galli
Tempo di lettura stimato: 3 minutiMichela Giorgi pubblica “Questa sono io”, il suo nuovo inedito, canzone in rotazione radiofonica disponibile sulle maggiori piattaforme digitali. Cantante, conduttrice radiofonica e televisiva, blogger e station manager di “Radio Michelle – Amore senza fine”, emittente web nata da una sua idea e dedicata alla musica. Nata a Livorno e valdostana d’adozione, Michela Giorgi inizia la sua storia artistica in Toscana, interpretando le grandi artiste della musica italiana, con le prime esibizioni nelle tv locali. Assieme al canto coltiva la passione per la conduzione e per la radio. Oggi si presenta con il brano “Questa sono io”, pubblicato da TMP Records e distribuito da Tilt Corporate. Artefici della song eccellenti creativi: Ciro Imperato e Maurizio Anesa, autore anche per Mina. Il testo racconta una presenza sfuggente e insieme vicina, un mondo di emozioni.
Ai lettori di CulturaSpettacolo racconta la sua arte.
La musica è leit motiv della sua vita: il canto, la comunicazione, la conduzione radiofonica. Quali sono stati i suoi modelli?
«Le artiste capaci di unire grande talento vocale a una profonda sensibilità umana ed empatica. Crescendo con il mito delle grandi voci della canzone d’autore e della musica italiana, ho imparato che la voce non è solo uno strumento per cantare, ma un mezzo per creare un contatto vero con il pubblico. Questo amore per la comunicazione, e per l’espressione attraverso la voce, l’ho portato naturalmente anche dietro ai microfoni della radio, considerandola una splendida estensione del mio percorso artistico e umano».
“Questa sono io” è il suo ultimo singolo, nato dalla collaborazione con Ciro Imperato e Maurizio Anesa. Che significato ha questo brano per il suo percorso e come lo interpreta?
«È un brano in cui mi sono riconosciuta fin da subito e che ho interpretato con tutta la mia sensibilità. Collaborare con Ciro Imperato e Maurizio Anesa significa condividere una visione fatta di cura e di scelte coerenti. Scelgo di puntare sulla pubblicazione di singoli mirati e di qualità, dando a ogni canzone il proprio spazio per vivere ed emozionare».
Cosa pensa dei talent e delle gare tra artisti? Crede che possano aiutare i giovani ad emergere? O è preferibile affidarsi allo studio, all’impegno, alla gavetta?
«Credo che non si tratti di scegliere tra due strade opposte, ma di capire che i talent show e la gavetta tradizionale appartengono a due mondi differenti. Da un lato, i talent sono una grandissima scorciatoia mediatica: offrono una vetrina potentissima, l’opportunità di farsi conoscere da un pubblico enorme in pochissimi mesi e di capire cosa significhi lavorare sotto pressione. Possono dare una spinta incredibile, soprattutto a un giovane artista. Dall’altro, però, la musica ha bisogno di tempo, di studio e di gavetta. I talent ti insegnano a performare e a stare davanti a una telecamera, ma il percorso tradizionale è quello che ti insegna chi sei veramente come artista».
La grande “scuola” vocale e interpretativa italiana rimane quella di Mina, Ornella Vanoni, Milva, delle jazziste. Oggi molte cantanti emulano, spesso puntando più alla tecnica che al cuore. Come si diventa interpreti originali?
«Quando si comprende che non serve alzare troppo la tonalità o alzare troppo il volume della voce per saper cantare. Si può usare comunque la tecnica vocale – da non confondere con l’esibizionismo vocale, che è la tendenza di un cantante a mostrare le proprie capacità tecniche o la propria estensione (soprattutto le note alte) a scapito dell’espressività, del testo e del senso del brano – ma in questo caso per proteggere la voce e migliorare il suono, rendendo il timbro più gradevole e omogeneo, e per sostenere meglio le note. Inoltre, a mio avviso, l’originalità nasce dalla tenerezza con cui affronti un brano, impari a cantare con grazia e lo fai tuo. È un atto d’amore: prendi una melodia e ci metti dentro la parte più profonda di te stessa. Quando canti con il cuore, la tua voce diventa unica come un abbraccio, arrivando all’anima di chi ascolta».
Dopo “Questa sono io”, quali sono i prossimi obiettivi artistici che si sta ponendo per il futuro?
«Guardando avanti, ho in mente diversi progetti. Sicuramente la musica continuerà a occupare uno spazio centrale, con l’intenzione di esplorare nuove sonorità e continuare a cantare con la stessa intensità di sempre. Il mio intento è non fermarmi mai, continuando a fare ciò che amo di più: comunicare ed emozionare».





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