Di: Sergio Palumbo

“Siate felici e non abbiate paura della felicità, neanche di quella degli altri, perché è contagiosa!” Queste le parole di Vincenzo Salemme nel ringraziare il pubblico del Teatro Diana di Napoli, gremito per la prima di “Una festa esagerata!”, tra i tanti applausi, prima di gridare “Forza Napoli!”, alla vigilia della sfida di Champions League con il Real Madrid.

In casa Parascandolo fervono i preparativi per la festa per il diciottesimo compleanno della giovane Mirea. La notizia della morte di un anziano vicino di casa nel giorno della festa rischierebbe di mandare tutto all’aria, ma ben presto il cordoglio lascia spazio al cinismo, fino alla decisione di chiedere alla figlia del defunto di rinviare al giorno dopo l’annuncio della morte.

Si ride moltissimo, ma si pensa anche tanto: il testo di Salemme tratta, tra dialoghi spassosissimi e gag esilaranti, tanti temi sociali di scottante attualità: il lavoro precario, l’ignoranza che dilaga (anche a causa di un uso sconsiderato delle nuove tecnologie), la scurrilità ed il turpiloquio sempre più parte integrante dei dialoghi quotidiani, l’astio ed i conflitti tra i vicini, l’invidia per la felicità altrui che diventa fonte di infelicità, il cinismo e l’indifferenza che la fanno sempre più da padrone nei rapporti umani, la decadenza di un popolo (“A Napoli manca quella tessitura sociale che un tempo ne faceva un’isola felice”), ma, nel contempo, lo sconfinato amore per Napoli, paragonata ad un presepe da ammirare comodamente seduti in terrazza. Tutto questo senza mai smettere di ridere un istante, grazie ad una irresistibile verve comica basata principalmente su gustosi giochi verbali e situazioni al limite del paradosso che si susseguono con ritmo incalzante.

Testo brillante, dalla proverbiale comicità e nel contempo critica di una società dove dilaga il degrado culturale e dei valori, “Una festa esagerata!” è probabilmente la commedia più eduardiana scritta da Vincenzo Salemme e costituisce uno dei momenti più alti (ed anche più divertenti) della sua produzione teatrale. Non mancano franchi riferimenti ad Eduardo, come la solo intuibile presenza del dirimpettaio del balcone di fronte, con cui il protagonista si trova più volte ad interloquire dalla propria terrazza, che, guarda caso, si chiama Eduardo e richiama chiaramente il professor Santanna di “Questi fantasmi!”, fino a poterne udire la voce nel finale: mentre Parascandolo si gusta, non senza amaro in bocca, la vista della sua città, la voce di Eduardo risuona in sala direttamente da “Natale in casa Cupiello” con la celebre domanda “Te piace ‘o presepe?”.

La messa in scena è perfettamente curata nei minimi particolari: regia fresca che calibra saggiamente i ritmi in modo tale da non far mai accusare la stanchezza, nonostante la durata di poco meno di due ore senza intervallo; scenografia gradevole e ben congegnata, che con un semplice movimento porta gli spettatori sulla terrazza dei Parascandolo o nell’ampio ingresso dell’appartamento al piano inferiore; bei costumi ottimamente rifiniti. E, soprattutto, una magistrale interpretazione di Vincenzo Salemme nel ruolo di Gennaro Parascandolo e di un ottimo cast: Antonella Cioli (Lucia), Antonio Guerriero (Antonio, il secondino), Giovanni Ribò (Giovanni, padre di Lucia), Vincenzo Borrino (Atzoka, servitore indiano), Teresa del Vecchio (Teresa, moglie di Gennaro), Mirea Flavia Stellato (Mirea, figlia di Gennaro), Sergio D’Auria (Alberto, fidanzato di Mirea) e Nicola Acunzo (Don Pasquale, il prete).

“Una festa esagerata!” sarà in scena al Teatro Diana di Napoli fino al 19 marzo 2017.

Link: il sito del Teatro Diana di Napoli – www.teatrodiana.it