Di: Redazione

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Da mercoledì 2 febbraio 2011, Nuovo Teatro Nuovo di Napoli

Nudo Ultras di Giuseppe Massa

Gli ultras messi a nudo dai palermitani di Sutta Scupa, in uno spettacolo che s’interroga sull’esigenza dell’essere umano di esprimere violenza

La violenza come imprescindibile ed inseparabile “necessità” della natura umana. Questo è il tema che la Compagnia Teatrale dei Sutta Scupa analizza e sviscera attraverso la rappresentazione di Nudo Ultras, spettacolo critto e diretto da Giuseppe Massa, in scena da mercoledì 2 febbraio 2011 alle ore 21.00 (in replica fino a domenica 6), al Nuovo Teatro Nuovo di Napoli.

A dar vita, in scena, alla rappresentazione saranno Emiliano Brioschi, Simona Malato, Giuseppe Massa, Giovanni Prisco, coadiuvati dalle scene e i costumi di Mela Dell’Erba, le luci di Cristian Zucaro, il suono di Vincenzo Aiello.

Nudo Ultras, che con Rintra ‘u Cuori e Sutta Scupa fa parte di una trilogia del gruppo palermitano Sutta Scupa, offre una visione della violenza esasperata, folle e schizofrenica, adottando una delle sue forme più primordiali e quanto mai attuali al tempo stesso: la violenza ultras, la violenza negli stadi.

Lo spunto per la costruzione drammaturgica trae ispirazione da eventi recenti: la morte dell’ispettore Filippo Raciti, negli scontri tra una frangia di ultras catanesi e la Polizia durante il derby siciliano di calcio Catania – Palermo nel 2007 e la morte di Gabriele Sandri, tifoso laziale, ucciso da un colpo di pistola sparato da un agente della Polstrada, a seguito di una rissa in un Autogrill.

Il testo affronta il racconto della vita di un ultras “rosanero”, della sua cerchia di amici e dal suo incontro con la polizia, in particolare con un poliziotto, il cui padre è stato ucciso proprio da un ultras.

È la storia di Pietro, ultras del Palermo, che descrive la sua violenza come derivato dell’inconsistenza della sua vita, del suo lavoro e della sua famiglia, che trova nello stadio una valvola di sfogo. Il luogo diviene palcoscenico su cui esibirsi nella propria natura animalesca priva della gabbia della vita quotidiana, in cui ognuno di noi è rinchiuso.

Attraverso i suoi flash-back si è proiettati all’interno della stanza da pranzo della sua famiglia e, soprattutto, fuori lo stadio con il suo gruppo ultras alle prese con le forze dell’ordine. Pietro ha pochi interessi nella vita, come confondersi attraverso gli scontri nel gruppo sino all’orgia; vivere ogni momento della vita come se fosse l’ultimo; entrare in contatto, il più fortemente possibile, con la morte e con l’aldilà.

I tamburi, le sciarpe, i cori, così presenti nel movimento-ultras, marcano fortemente la realizzazione scenica dell’intero lavoro, dandone un’espressività aggressiva, ma, a tratti, palesemente grottesca.

L’operazione scenica tenta di dare una risposta visiva e una possibile rappresentazione del concetto di violenza, cercando di comprendere fino a che punto l’essere umano avverte il bisogno primordiale di compierla, e perché.

Nudo Ultras, scritto e diretto da Giuseppe Massa

Napoli, Nuovo Teatro Nuovo – dal 2 al 6 febbraio 2011

Inizio delle rappresentazioni ore 21.00 (feriali), ore 18.00 (domenica)

Info e prenotazioni al numero 0814976267 email botteghino@nuovoteatronuovo.it

Da mercoledì 2 a domenica 6 febbraio 2011

Napoli, Nuovo Teatro Nuovo

A.C. Sutta Scupa, Teatri Uniti, A.T.S. Spazio Zero

in collaborazione con

Festival dei Santi Teatri Primitivi, Studentato Occupato Anomalia

presentano

Nudo Ultras

(in progress)

testo e regia Giuseppe Massa

con

Emiliano Brioschi, Simona Malato, Giuseppe Massa, Giovanni Prisco

scene e costumi Mela Dell’Erba

luci Cristian Zucaro

suono Vincenzo Aiello

assistente alla regia Salvo Dolce

Laboratorio Muay Thai Luigi Spera

Laboratorio Musicale Salvatore Massa

Lo studio dello spettacolo è stato presentato al Blog TXT Festival,

(Maggio 2008, Schauspielhaus, Graz)

E’ stato finalista alla seconda edizione del Premio “Voci di Fonte”

(Giugno 2009, Siena)

Ha vinto il premio per una residenza creativa al Festival dei Santi Teatri Primitivi

(Agosto 2009, Leverano, Lecce)

Durata della rappresentazione 80’ circa, senza intervallo

Note sullo spettacolo

La morte dell’Ispettore Filippo Raciti avvenuta durante gli scontri susseguitisi al derby Catania-Palermo, e la successiva morte dell’ultras laziale Gabriele Sandri, hanno dato il via a questa ricerca.

Attraverso i flash-back di Pietro Mancino (un capo ultras in arresto) veniamo proiettati all’interno della stanza da pranzo della sua famiglia, e soprattutto fuori lo stadio con il suo gruppo ultras alle prese con le forze dell’ordine.

Pietro ha pochi interessi nella vita, tra i quali: confondersi attraverso gli scontri nel gruppo sino all’orgia; vivere ogni momento della vita come se fosse l’ultimo; entrare in contatto il più fortemente possibile con la morte e con l’aldilà.

I tamburi, le sciarpe, i cori, così presenti nel movimento-ultras, hanno marcato fortemente la realizzazione scenica dell’intero lavoro dandone un’espressività aggressiva, ma a tratti anche palesemente grottesca.

I costumi (normali t-shirt, gli anfibi, veri e propri cappelli da poliziotto) sono stati un chiaro riferimento alla realtà che viviamo, mentre la scenografia (funzionale e minimale), insieme a una recitazione assolutamente non realistica, ci hanno trasportato in un mondo rarefatto che a volte ci ha ricordato i riti tribali africani, o le feste religiose praticate sino all’inizio del secolo scorso in tutto il sud Italia.

L’analisi compiuta all’interno del movimento ultras (costellato dai suoi antieroi contemporanei) ci ha posto le seguenti domande: cos’è la violenza e come la si può rappresentare? ogni essere umano nel profondo delle sue viscere ha la necessità, il bisogno primordiale di compiere violenza, e se è sì perchè?

Chiaramente non abbiamo avuto risposte.. abbiamo avuto solo sbattuto in faccia il punto di vista di Pietro Mancino, e del suo antagonista:Il Poliziotto Gianfranco Caccia. Due modi di vivere la realtà diametralmente opposti, che a volte però, sono sembrati quasi coincidere.