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Il tenore Ian Bostridge al Teatro di San Carlo

protagonista del nuovo appuntamento

della Stagione di Concerti 16/17

assieme al pianista Julius Drake

Teatro di San Carlo

venerdì 31 marzo ore 20.30 Turno S / P

Venerdì 31 marzo ore 20.30 nuovo appuntamento della Stagione di Concerti del Teatro di San Carlo. Sul palcoscenico del Massimo Napoletano il tenore inglese Ian Bostridge è accompagnato dal pianista connazionale Julius Drake in un programma interamente dedicato a Benjamin Britten (1913-1976) che include Winter Words: Lyrics and Ballads of Thomas Hardy op.52 per tenore e pianoforte e The Five Canticles.

Classe 1964 e londinese, Ian Bostridge ha iniziato la carriera di tenore, in età già matura, rispetto a molti coetanei. La scoperta tardiva delle sue doti, non gli ha comunque impedito di accedere agli allori della popolarità e al plauso della critica e del pubblico. Si è esibito in famosi festival quali ad esempio, il Festival di Salisburgo, Edinmburgo, Vienna. I suoi cd prodotti da Emi/Warner hanno vinto importantissimi premi tra cui un Grammy Award, per un album realizzato in collaborazione con Antonio Pappano, dedicato a Shakespeare.

Julius Drake, nato a Londra nel 1959, è ritenuto tra i migliori pianisti, nell’arte di accompagnare il canto. È stato direttore artistico del Festival Internazionale di musica da camera di Perth in Australia e attualmente ricopre la stessa carica al Festival di musica da camera in Galles e al Festival “Julius Drake and Friends” a Londra.

Negli ultimi anni si è esibito come solista alla Wigmore Hall di Londra e ha diretto rassegne di Liederabend per il Concertgebouw di Amsterdam e la BBC di Londra. Insegna all’Università di Graz e alla Royal Academy of Music di Londra e ricopre il ruolo di Professore ospite alla Royal Northen College of Music.

Ad aprire il programma Winter Words: Lyrics and Ballads of Thomas Hardy op.52 per tenore e pianoforte, una delle poche composizioni scritte da Britten dopo l’opera Gloriana (1953). Il lavoro si basa su un gruppo di otto poesie di Thomas Hardy (1840 – 1928) e prende il nome dal titolo dell’ultima raccolta del poeta inglese pubblicata postuma poco dopo la morte, avvenuta all’età di 88 anni. Anche se molti compositori inglesi hanno musicato poesie di Hardy, nessuno come Britten è riuscito a rendere così fedelmente il realismo insito nel lavoro del poeta. Il lavoro fu composto per essere eseguito al Leeds Festival nell’ottobre del 1953. Protagonista della prima esibizione fu il tenore Peter Pears, partner e compagno di vita dello stesso Britten. Il lavoro è dedicato a una coppia di amici e colleghi del compositore, i coniugi John and Myfanwy Piper (a quest’ultima si deve il libretto de Il giro di vite).

Sempre di Britten verranno eseguiti The Five Canticles scritti tra il 1947 e il 1974. Il termine generico ‘cantici’ in origine si riferiva a brevi canzoni simili a preghiere e probabilmente conosciuti da Britten attraverso i Magnificat e Nunc dimittis della liturgia serale anglicana.

Tutti tranne l’ultimo hanno ispirazione biblica, ma nessuno è specificamente liturgico. I Cantici sono composizioni da camera per vari strumenti la cui costante è l’impiego della voce del tenore.

Il primo è scritto in memoria del reverendo Dick Sheppard, fondatore della Peace Pledge Union (associazione di pacifisti di cui lo stesso Britten fece parte fin dalla sua fondazione nel 1934) e fu eseguito per la prima volta da Britten e Pears insieme.

Il secondo cantico, scritto sull’onda di Billy Bud, fu composto tra il 1951 e il 1952 ed è un lavoro per contralto, tenore e pianoforte che racconta la storia di Abramo e Isacco. Inizialmente scritto e dedicato al Kathleen Ferrier, attualmente prevede l’impiego del controtenore.

Il terzo cantico data 1954 e segue di pochi mesi la composizione de Il giro di vite. La partitura per tenore corno e pianoforte ricorda quella di Serenade del 1943 e fu dedicato alla memoria del pianista Noel Mewton-Wood, scomparso l’anno precedente. Diciassette anni separano il quarto cantico da quelli che lo precedono. Anche questa volta la fonte è Eliot con Il viaggio dei Magi. Il quinto cantico infine, scritto nel 1974 prevede l’impiego dell’arpa e fu scritta per Osian Ellis, cui Britten dedicò nel 1969 la sua Suite per arpa. Ancora una volta Britten utilizza come fonte Eliot e nello specifico La morte di Narciso.

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Il programma

Ian Bostridge / Julius Drake

IAN BOSTRIDGE, tenore

DUNCAN ROCK, baritono

JUSTIN KIM, controtenore

JULIUS DRAKE, pianoforte

RICARDO SERRANO, corno

SUSANNA BERTUCCIOLI, arpa

Benjamin Britten (1913-1976)

Winter Words: Lyrics and Ballads of Thomas Hardy op.52, per tenore e pianoforte (1953):

At Day-Close in November;

Midnight on the Great Western;

Wagtail and Baby;

The Little Old Table;

The Choirmaster’s Burial;

Proud Songsters;

At the Railway Station, Upway;

Before Life and After.

Canticle I

‘My beloved is mine’ op. 40, su testo di F. Quarles, per tenore e pianoforte (1947);

Canticle II

‘Abraham and Isaac’ op.51 su testo tratto dal Chester miracle play, per controtenore, tenore e pianoforte, (1952);

Canticle III

‘Still Falls the Rain – the Raids, 1940, Night and Dawn’ op.55, su testo di E.Sitwel per tenore, corno e pianoforte (1954);

Canticle IV

‘The Journey of the Magi’ op.86, su testo di T.S. Eliot per controtenore, tenore, baritono e pianoforte (1971);

Canticle V ‘The Death of Saint Narcissus’ op.89, su testo di T.S. Eliot per tenore e arpa (1974).

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Teatro di San Carlo

venerdì 30 marzo ore 20.30 Turno S / P