Lunedì 14 gennaio 2019 alle 21.00 al Ridotto del Mercadante

il concerto di apertura della Stagione Dissonanzen 2019/ La forza del dialogo

dal titolo

GLI STRUMENTI E IL CASO

con il grande sassofonista EVAN PARKER

e l’ENSEMBLE DISSONANZEN

Terzo appuntamento della rassegna #STABILEMUSICA

promossa dal Teatro Stabile di Napoli-Teatro Nazionale

Con il concerto d’inaugurazione della stagione 2019 – che lo Stabile di Napoli ospita lunedì 14 gennaio alle 21.00 al Ridotto del Mercadante nell’ambito della rassegna #STABILEMUSICA – l’ensemble Dissonanzen esplora il dialogo che si instaura tra il compositore e l’esecutore chiamato a dare il suo apporto creativo alla partitura.

In programma lavori grafici che gli strumentisti devono interpretare e realizzare, brani di Sylvano Bussotti, Francesco Pennisi e Bruno Maderna appartenenti a un’epoca di forte contiguità tra la composizione contemporanea ed espressioni come il free jazz e l’improvvisazione libera. Tale contiguità trovò l’espressione più peculiare nel Gruppo d’Improvvisazione Nuova Consonanza e si conferma nella seconda parte di questo programma con l’esecuzione di un lavoro del grande sassofonista britannico Evan Parker. Il live darà anche l’occasione per presentare il nuovo CD di Dissonanzen pubblicato dall’etichetta Black Sheep Power Desco Music di Francesco D’Errico, contenente la registrazione del concerto tenuto dall’Ensemble con Evan Parker il 6 giugno 2014 presso la Sala Scarlatti del Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli.

Il disco si presenta come una rarità per gli amanti del free jazz e della libera improvvisazione. Evan Parker, uno dei massimi esponenti della musica improvvisata internazionale, si esibirà con i musicisti dell’Ensemble Dissonanzen. “Nella musica di Evan Parker pensiero e respiro sono continui, sono ciascuno strumento e misura dell’altro” (Stuart Broomer).

Virtuoso di livello assoluto, Parker sarà protagonista di una performance in cui la varietà timbrica del suo sax guiderà e si accompagnerà, con la sua forza dirompente, ai solisti dell’ensemble napoletano. Un concerto in cui le infinite cifre stilistiche del sassofonista daranno vita ad una imperdibile creazione estemporanea.

Noi di Dissonanzen attendevamo quest’incontro da tempo. Da decenni Parker è una delle figure di riferimento internazionale nell’ambito della musica creativa. Suonare con lui è il sogno di chiunque si occupi di libera improvvisazione.” (Tommaso Rossi, giugno 2014)

Lo stile di Parker è caratterizzato da un flusso musicale d’intensità estrema e continua, realizzato con un uso costante della respirazione circolare. Sperimentatore inesauribile, in cinquant’anni di attività artistica non ha mai smesso di tracciare nuove strade attraverso un innato spirito di ricerca nutrito dalla cooperazione con numerosissimi musicisti e dall’interazione della materia sonora con la dimensionalità dello spazio che la circonda.

Dissonanzen 2019

LA FORZA DEL DIALOGO

GLI STRUMENTI E IL CASO

Evan Parker, saxofono

ENSEMBLE DISSONANZEN

Tommaso Rossi, flauti

Marco Sannini, tromba

Francesco D’Errico, sintetizzatori

Ciro Longobardi, tastiere e campioni

Marco Cappelli, chitarra elettrica

Marco Vitali, violoncello

Renato Grieco, contrabbasso

Stefano Costanzo, batteria

programma

Sylvano Bussotti, Autotono (1977)

Francesco Pennisi, Deragliamento (1984)

Bruno Maderna, Serenata per un satellite (1969)

Evan Parker, Linger like joy in memory (2014)

una produzione Dissonanzen

Informazioni

www. teatrostabilenapoli.it

Biglietteria Teatro Mercadante

tel. 081.5513396 | biglietteria@ teatrostabilenapoli.it

Bio Evan Parker

nato il 5 aprile 1944 a Bristol, si distingue per il suo contributo allo sviluppo del free jazz e della musica improvvisata in Europa, così come per lo sviluppo di tecniche innovative e personali al sassofono. Profondamente influenzato dall’avanguardia americana, da John Coltrane, Albert Ayler, Cecil Taylor, ha subito forgiato il proprio personalissimo stile. Ha collaborato con musicisti del calibro di Peter Brötzmann John Stevens, Derek Bailey, Keith Rowe, Joe McPhee, Anthony Braxton, Cecil Taylor, John Zorn, Fred Frith, Bill Laswell, Ikue Mori, Cyro Baptista, Milford Graves, George Lewis, Tim Berne, Mark Dresser, Dave Holland, Sylvie Courvoisier, Alexander von Schlippenbach, Barry Guy, Paul Lovens, Paul Litton, Tony Oxley e in diversi ensemble quali Spontaneous Music Ensemble, Globe Unity Orchestra, Brotherhood of Breath, London Jazz Composers Orchestra, Machine Gun. La sua sterminata discografia è pubblicata da Incus, FMP, Leo, Emanem, ECM, Maya, Psi, Tzadik.

Bio Dissonanzen

nel 2018 Dissonanzen ha compiuto 25 anni di attività. Inizialmente rivoltasi all’esperienza delle avanguardie storiche (realizzando in prima esecuzione napoletana fondamentali opere del secondo ‘900 come Le Marteau sains Maitre di Pierre Boulez, il Pierrot Lunaire di Schönberg, il Concert for piano di John Cage), Dissonanzen ha cominciato a sviluppare un percorso di produzione di progetti inediti attraverso l’attività dell’Ensemble omonimo, tenendo ben presenti diverse prospettive di intervento, legate sia all’esecuzione di repertorio scritto e anche esplicitamente commissionato, sia opere “aperte” legate all’utilizzo di scritture alternative, partiture grafiche, innesto delle arti visive, della parola, della danza. Presieduto dal 2000 dal flautista Tommaso Rossi, con il coordinamento artistico del pianista Ciro Longobardi, Dissonanzen è un collettivo artistico che opera nel campo del repertorio musicale contemporaneo, dell’improvvisazione, dell’elettronica, del teatro e della multimedialità, cercando continuamente relazioni, sconfinamenti, corto-circuiti tra le diverse musiche e le altre arti. La presenza di Dissonanzen nella città di Napoli è contrassegnata da innumerevoli collaborazioni con le più importanti istituzioni musicali e culturali: Conservatorio di Musica San Pietro a Majella, Università “Federico II”, Università l’Orientale, Istituto di Cultura francese Grenoble, Goethe Institut, American Studies Center, Fondazione Morra, Museo Madre e, da oggi, anche con il Teatro Stabile di Napoli.

Nel 2018 Dissonanzen ha compiuto 25 anni di attività. Inizialmente rivoltasi all’esperienza delle avanguardie storiche (realizzando in prima esecuzione napoletana fondamentali opere del secondo ‘900 come Le Marteau sains Maitre di Pierre Boulez, il Pierrot Lunaire di Schönberg, il Concert for piano di John Cage), Dissonanzen ha cominciato a sviluppare un percorso di produzione di progetti inediti attraverso l’attività dell’Ensemble omonimo, tenendo ben presenti diverse prospettive di intervento, legate sia all’esecuzione di repertorio scritto e anche esplicitamente commissionato, sia opere “aperte” legate all’utilizzo di scritture alternative, partiture grafiche, innesto delle arti visive, della parola, della danza. Presieduto dal 2000 dal flautista Tommaso Rossi, con il coordinamento artistico del pianista Ciro Longobardi, Dissonanzen è un collettivo artistico che opera nel campo del repertorio musicale contemporaneo, dell’improvvisazione, dell’elettronica, del teatro e della multimedialità, cercando continuamente relazioni, sconfinamenti, corto-circuiti tra le diverse musiche e le altre arti. La presenza di Dissonanzen nella città di Napoli è contrassegnata da innumerevoli collaborazioni con le più importanti istituzioni musicali e culturali: Conservatorio di Musica San Pietro a Majella, Università “Federico II”, Università l’Orientale, Istituto di Cultura francese Grenoble, Goethe Institut, American Studies Center, Fondazione Morra, Museo Madre e, da oggi, anche con il Teatro Stabile di Napoli.