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Teatro Bellini, 20 febbraio h. 21:00

Ring Parabel

La parabola dei tre anelli

Opera per Musica, Danza e Teatro da Lessing e Boccaccio

con Carlotta Bruni, Valeria Busdraghi, Matteo Gentiluomo, Rosa Merlino, Camilla Perciavalle, Luca Piomponi, Paola Sayeste Aygul Saribas, Sebastiano Tringali

musica Gloria Bruni
orchestrazione Lauro Ferrarini
costumi Marina Sciarelli Genovese

disegno luci Stefano Stacchini

regia e coreografia Aurelio Gatti

MDA Produzioni Danza Parabel Opera
PR Francesca Buccafusca

Aurelio Gatti porta al Teatro Bellini Ring Parabel, l’originalissimo lavoro che ha presentato lo scorso agosto all’ombra del Tempio di Hera, a Selinunte.

La storia è ispirata alla parabola dell’anello raccontata in Nathan il Saggio di Lessing e nel Decameron di Giovanni Boccaccio. Vi si narra che l’Ebreo Nathan, alla domanda su quale sia la vera religione, risponde con la parabola dei tre anelli identici, simboleggianti le tre grandi religioni monoteistiche – Cristianesimo, Islamismo ed Ebraismo – che sono copie dell’unico vero anello andato smarrito. È, dunque, una metafora dei tre grandi monoteismi ma anche una dura riflessione sugli inutili e pericolosi fondamentalismi e integralismi religiosi, culturali e sociali. Lo spettacolo, dunque, in forma di teatro danza, affronta un tema di grande attualità: quello dell’integralismo e dei conflitti che questo genera.

L’opera composta da Gloria Bruni ed orchestrata da Lauro Ferrarini, nella messinscena di Aurelio Gatti vede sul palco Sebastiano Tringali e sette danzatori. Recha, il Saladino, Nathan e tutti i personaggi della parabola nascono dalla scena e si susseguono, si incontrano e si scontrano in continuazione, costretti in perimetri che sembrano immutabili mentre il canto, la musica e la danza suscitano e aprono infinite prospettive.

Un ambizioso progetto di coproduzione italo/tedesco che attraverso la poetica di Boccaccio e di Lessing mescola teatro, danza e musica per toccare temi attuali e dirompenti.Teatro Bellini, 20 febbraio h. 21:00

Prezzi: a partire da 20€, 10€ Under29

Teatro Bellini di Napoli, 20 febbraio 2019 h. ore 21:00

Ring Parabel

La parabola dei tre anelli

Opera per Musica, Danza e Teatro da Lessing e Boccaccio

Mercoledi 20 febbraio il Teatro Bellini di Napoli ospita La Parabola dei Tre Anelli, opera originale per musica, danza e teatro con la regia e la coreografia di Aurelio Gatti e le musiche di Gloria Bruni. Interpreti, insieme all’attore Sebastiano Tringali, sette danzatori della Compagnia MDA Produzioni Danza: Carlotta Bruni, Valeria Busdraghi, Matteo Gentiluomo, Rosa Merlino, Camilla Perciavalle, Luca Piomponi, Paola Saribas. I costumi sono a firma di Marina Sciarelli Genovese e il disegno luci di Stefano Stacchini.

Il progetto italo-tedesco, nato l’estate scorsa all’ombra del Tempio di Hera in collaborazione con il Parco di Selinunte, ora vede, sul palcoscenico del Teatro Bellini, il suo debutto invernale per una tournée che toccherà numerose città italiane ed europee.

L’opera musicale composta da Gloria Bruni ed orchestrata da Lauro Ferrarini, nella messa in scena di Aurelio Gatti, si ispira al soggetto proprio della Parabola, quello dello scontro per il primato tra le tre grandi religioni monoteiste – Ebraica, Cristiana e Islamica, per affrontare i temi – attuali – del conflitto tra culture, l’insorgere di nuovi e vecchi integralismi , non solo religiosi ma anche sociali e ideologici, l’intolleranza di razza e genere. Attraverso la “favola” dei Tre Anelli, l’Ebreo Nathan ispira la convinzione che non esistono primati, e che necessaria è la consapevolezza di essere parte di una unica, grande famiglia, la comunità degli uomini.

Dalla più antica redazione conosciuta, la parabola della “Perla caduta nella notte” del VIII secolo, alla terza novella del “Decameron”, fino al dramma teatrale “Nathan il Saggio” di Lessing, i racconti degli anelli hanno viaggiato tra Oriente e Occidente mutandosi, scavalcando confini e comunque alludendo al ‘vuoto’ di certezza che, sospendendo la pretesa di un’origine esclusiva, ricorda alle religioni – e non solo – la vanità di ogni chiusura e intolleranza… Il centro dell’anello c’è comunque il vuoto. Ed è con quel vuoto, con quell’ignoto, che ciascuno deve fare i conti.

E qui l’arte eclissava la materia... tutto si svolge in una indefinita fonderia animata da uomini e travi di ferro, dove la co-esistenza è segnata dalle rigidità delle forme che si moltiplicano all’infinito in labirinti, portali, corridoi… In questo spazio spigoloso e ostile, una fiammella, piccola, dalle forme imprevedibili, inquietante: la verità. Recha, Saladino, Nathan e tutti i personaggi della Parabola nascono dalla scena e si susseguono, si incontrano e scontrano in continuazione tra perimetri che sembrano immutabili, mentre il canto, la musica e la danza disegnano infinite prospettive. La parabola dei tre anelli, raccontata dal canto e dalla musica, si intreccia con la testimonianza diretta del fabbro incaricato a fare copie perfette dell’originale… Non è un semplice artigiano, ma un mastro dell’antica arte della metallurgia, una figura arcaica che riconduce al mito, alle forze primordiali, al mistero del fuoco e della verità, alla bellezza come armonia espressiva che permane al di là della caducità dell’esperienza e della forma.

GLORIA BRUNI – NOTE BIOGRAFICHE

Gloria Bruni, compositrice e cantante è nata a Oschersleben / Bode in Harz, in Germania. Il padre era fisico e nel 1963 la famiglia si trasferì ad Amburgo per motivi professionali.
La passione per la musica si manifesta prestissimo: già durante il periodo scolastico inizia a comporre e a cantare fino ad essere notata da un insegnante di musica per le sue naturali doti di canto, che la incoraggia e la spinge ad un impegno maggiore.

La musica diventa così il centro della sua vita: inizia a studiare composizione con Dieter de la Motte e canto con Naan Pöld ad Amburgo, perfezionando gli studi prima a Monaco, poi a Milano.
Oltre al necessario studio del pianoforte Gloria ha anche studiato e suonato violino esibendosi come violinista nella “Camerata Accademica” e con l’orchestra del Mozarteum di Salisburgo, ha partecipato a diversi tour in parte e ha suonato tra gli altri, alla Carnegie Hall di New York e il Kennedy Center di Washington. Come cantante, si è esibita al Puccini Festival di Torre del Lago e alla La Scala di Milano, con i Mozart Players di Londra presso la Dresda Semper Opera House e il Gewandhaus di Leipzig.

La musica in tutte le sue espressioni diventa per Gloria Bruni un linguaggio universale, aperto a tutti e che da tutti può essere compreso ed rielaborato: l’essere umano, con i suoi sentimenti, la sua fede, le sue speranze è sempre il centro del suo universo.

Gloria Bruni inizia a farsi conoscere conoscere negli anni sempre di più come compositrice esplorando formati musicali molto diversi e sviluppando i temi a lei più cari, quello della musica religiosa e quello dell’infanzia: formati musicali in ognuno dei quali si riconosce come un sigillo la sua scrittura caratteristica e la sua versatilità stilistica.

Compone così “Requiem a Roma”, per coro e orchestra eseguito a Roma nel novembre 2000 e che è stata successivamente eseguita in Italia, Polonia, Germania, Austria e Israele, il musical “Uccelli di rovo” che ha debuttato nel 2009 in Galles, l’opera “Pinocchio” che ha debuttato ad Amburgo nel 2008 e che ha avuto due importanti produzioni italiane per il Teatro San Carlo (2013) e per il Teatro Regio di Parma (2015), la “Sinfonia n. 1 – Ringparabel” per coro e orchestra che, dopo il debutto amburghese (2012), è stata rappresentata con successo a Istanbul (2013) e a Minsk (2015).

Attualmente è impegnata nella composizione dell’opera “The Creation”, a cui attualmente lavora con il designer di Amburgo Peter Schmidt.