Giovedì 5 dicembre 2019, Teatro Nuovo Napoli

Quando la vita ti viene a trovare

Enzo Vetrano e Stefano Randisi portano in scena il dialogo immaginato dal fine

latinista Ivano Dionigi, uno ‘scontro’ filosofico tra due maestri del pensiero classico

Lucrezio e Seneca, a un secolo di distanza l’uno dall’altro, si sono occupati, con visioni profondamente opposte, di politica, di religione, della felicità, dell’amore e della morte. Enzo Vetrano e Stefano Randisi, da quarant’anni artefici di un teatro di ricerca e sperimentazione, portano in scena, giovedì 5 dicembre 2019 alle ore 21.00 al Teatro Nuovo di Napoli, queste due figure emblematiche in Quando la vita ti viene a trovare di Ivano Dionigi, firmandone anche la regia.

Presentato da Emilia Romagna Teatro Fondazione in collaborazione con Cooperativa Le tre corde-Compagnia Vetrano/Randisi e Ravenna Festival, l’allestimento si avvale delle musiche originali di Alessandro Cipriani, le scene e i costumi di Mela Dell’Erba, video e luci di Antonio Rinaldi.

Quando ci si affaccia all’antichità classica, ci si ritrova a fare i conti con la più bruciante attualità, e, in Quando la vita ti viene a trovare, si rivela ancor di più, attraverso un dialogo che vede contrapporsi le idee filosofiche di Lucrezio e Seneca, vissuti a un secolo di distanza l’uno dall’altro.

Da una parte il sostenitore dell’otium, del vivere appartati e di un’idea di religione frutto dell’ignoranza delle leggi della fisica e della natura quindi fonte di paure e affanni; dall’altra il sostenitore del negotium, pronto a coniugare la politica con la religio romana. Una contrapposizione che diviene simbolo della duplicità del nostro tempo: politica o antipolitica, credere o capire, otium o negotium appunto.

Stefano Randisi (Seneca) ed Enzo Vetrano (Lucrezio), entrambi di origine palermitana e uniti in uno straordinario e storico sodalizio artistico, danno vita a questo dialogo immaginario, incredibilmente concreto, sottolineando “la comprensibilità e la lucidità delle parole di questi filosofi”.

I dialoghi tra Lucrezio e Seneca sono trasparenti, c’è un confronto vivo tra le due personalità, che si rinfacciano scelte di vita e mettono a bilancio le loro esistenze. Anche dal titolo, il confronto è tra quello che si è pensato e la vita che si è vissuta, l’eterna difficoltà di sintesi tra l’idea e la prassi.

Quando la vita ti viene a trovare è un discorso appassionante, soprattutto perché i personaggi-filosofi parlano con le parole di duemila anni fa, ma i loro argomenti sono ancora vivi: l’esistenza, la natura, l’universo, la morte, il potere, la moralità, in un luogo scenico ideale che, inevitabilmente, riassume e fonde il passato e il futuro.

Quando la vita ti viene a trovare di Ivano Dionigi

Giovedì 5 dicembre 2019@Teatro Nuovo Napoli

Inizio spettacolo ore 21.00

info 0814976267 email botteghino@teatronuovonapoli.it

Giovedì 5 dicembre 2019

@Teatro Nuovo Napoli

Emilia Romagna Teatro Fondazione

in collaborazione con

Cooperativa Le tre corde-Compagnia Vetrano/Randisi, Ravenna Festival

presenta

Quando la vita ti viene a trovare

Dialogo tra Lucrezio e Seneca

di Ivano Dionigi

interpretazione e regia Enzo Vetrano e Stefano Randisi

musiche originali Alessandro Cipriani

scene e costumi Mela Dell’Erba

video e luci Antonio Rinaldi

un affettuoso ringraziamento a

Giorgia Iolanda Barsotti, Enrico Battarra, Brigida Cesareo,

Gabriele Ferrara, Marica Nicolai, Giulia Trivero

durata 65’

Dopo Totò e Vicé e Riccardo3, Enzo Vetrano e Stefano Randisi portano in scena per Emilia Romagna Teatro Fondazione il dialogo immaginato dal latinista Ivano Dionigi, tratto dall’omonimo libro edito da Laterza: uno scontro filosofico tra due maestri del pensiero classico per guardare a due diverse anime che abitano la cultura occidentale da secoli.

Lucrezio e Seneca: autori necessari non solo perché hanno segnato la storia del pensiero europeo, ma soprattutto perché sono simboli di due concezioni rivali del mondo. Antagonisti su tutto: scegliere la politica o l’antipolitica? Rimanere soli a riva a osservare le tempeste della vita, oppure salire a bordo senza curarsi dei compagni di viaggio? Adottare le leggi del cosmo o le leggi dell’io? Di fronte a Dio e alla morte, credere o capire? Non importa quali risposte abbiano dato, importa invece la loro allergia al pensiero unico.

Per rispettare e rispecchiare la loro “diversità”, “drammaticità” e “permanenza”, al latinista Ivano Dionigi è sembrato naturale farli incontrare nella forma ravvicinata e viva del dia-logo, dove la parola e la ragione (logos) dell’uno incrociano e attraversano (dia-) la parola e la ragione dell’altro.

Ogni volta che ti schieri per l’uno ti assale il dubbio che la ragione stia con l’altro: perché entrambi hanno scritto di noi e per noi. Icone della bigamia del nostro pensiero e della nostra anima. I classici nascono postumi.

Attori, autori e registi teatrali, Enzo Vetrano e Stefano Randisi lavorano insieme dal 1976. Nel settembre del 2011 hanno vinto il premio ”Le Maschere del Teatro Italiano” con lo spettacolo I Giganti della Montagna per la categoria Miglior spettacolo di prosa e nel 2010 hanno ricevuto il premio ”Hystrio-Anct” per il loro lavoro tra ricerca e tradizione.

Del 2007 è il premio “ETI – Gli Olimpici del Teatro” come miglior spettacolo per Le smanie per la villeggiatura di Carlo Goldoni, realizzato insieme a Elena Bucci e Marco Sgrosso.

Nel 1988 Vetrano e Randisi hanno ricevuto dal Sindaco Leoluca Orlando il premio “Palermo per il Teatro” e vent’anni dopo, nel luglio 2007, è stato loro consegnato il premio “Imola per il Teatro”, come riconoscimento alla loro carriera.

Vetrano e Randisi sono presenti nel Dizionario dello Spettacolo del Novecento edito nel 1998 da Baldini e Castoldi.

Col Teatro Daggidedi Palermo, loro città d’origine, Vetrano e Randisi hanno condiviso l’esperienza formativa del teatro di gruppo, orientando la propria ricerca verso il teatro d’attore, l’improvvisazione e la drammaturgia collettiva. Dall’83 al 92 hanno formato una compagnia all’interno della Cooperativa Nuova Scena di Bologna, per la quale hanno scritto, diretto e interpretato numerosi spettacoli fra cui una trilogia dedicata alla Sicilia, e hanno partecipato a diversi lavori con Leo de Berardinis.

Nel 1995 hanno fondato l’Associazione Culturale Diablogues, che spazia da produzioni di spettacoli di ricerca teatrale e musicale alla didattica, da collaborazioni e consulenze artistiche alla progettazione e realizzazione di eventi teatrali unici in luoghi di particolare interesse artistico e culturale.

Dal 2001 al 2012 Vetrano e Randisi sono stati fondatori e direttori artistici del Festival Acqua di terra/Terra di luna, il più importante avvenimento culturale della Vallata del Santerno. Dal 2015 il progetto Acqua di Terra / Terra di Luna è rinato come Rassegna estiva dedicata a laboratori e spettacoli diretti dagli stessi Vetrano e Randisi.

Dal 1999 al 2003 una creativa e fruttuosa collaborazione con Le Belle Bandiere ha avviato uno studio su testi classici che ha fatto conoscere e apprezzare il lavoro di Vetrano e Randisi anche in circuiti di teatro più tradizionale, distinguendosi per la prospettiva originale che apre squarci su differenti visioni e dimensioni dei testi e degli autori affrontati: Il berretto a sonagli di Pirandello (1999), Anfitrione da Plauto, Molière, Kleist e Giraudoux (2000), Il mercante di Venezia (2001) e Le smanie per la villeggiatura di Goldoni (2003).

Successivamente hanno creato una nuova compagnia che ha realizzato un repertorio pirandelliano: L’uomo, la bestia e la virtù (2005), Pensaci, Giacomino! (2007), I Giganti della Montagna (2009),Fantasmi(2010), Trovarsi (2011).

Nel 2015 hanno realizzato la messinscena di un testo teatrale di Leonardo Sciascia scritto nel 1965 ma di scottante attualità: L’onorevole.

Negli ultimi anni hanno affrontato con successo la drammaturgia di Franco Scaldati realizzando Ombre folli (2017) e per ERT Fondazione Totò e Vicé (2011) e Assassina (2017), finalista come Miglior spettacolo ai premi UBU e Hystrio Twister nel 2017. Sempre per ERT nel 2018 portano in scena  Riccardo3 di Francesco Niccolini, liberamente ispirato a Riccardo III di Shakespeare e ai crimini di Jean-Claude Romand.

Dal 2015 “Compagnia Vetrano – Randisi / Diablogues“ è una firma della Cooperativa Le Tre Corde, attività teatrale di interesse regionale dell’Emilia-Romagna.

Ivano Dionigi, pesarese di origine e bolognese di adozione, è cresciuto come ricercatore e docente presso l’Università di Bologna fino al 1990, anno in cui è stato chiamato a ricoprire come Professore Straordinario la Cattedra di Letteratura Latina presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Nel 1994 è stato chiamato come Professore Ordinario dalla Facoltà di Conservazione di Beni culturali di Ravenna; dal 1 novembre 1997 ricopre la I Cattedra di Letteratura Latina, come successore del Prof. Alfonso Traina, presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Bologna.

La sua ricerca è orientata su versanti molteplici: romano e greco, pagano e cristiano, classico e umanistico, latino e italiano, antico e moderno. L’indagine sui testi, sollecitata all’inizio (1973-1979) da interessi prevalentemente concettuali e filosofici (con particolare riguardo a epicureismo e stoicismo), si è successivamente incentrata sul piano linguistico-filologico e critico-testuale, nella consapevolezza e convinzione che ricerca e critica debbano poggiare su un solido fondamento verbale.

L’esegesi del testo nei suoi vari aspetti (filologico, grammaticale, semantico, letterario) è stata prevalente nei primi anni Ottanta, durante i quali – parallelamente all’interesse per i modelli letterari e le matrici di pensiero – egli ha atteso all’edizione critica con introduzione, traduzione e commento del De otio di Seneca (ora in nuova edizione, Brescia 2007).

Il De rerum natura di Lucrezio – del quale ha curato anche testo e commento per la casa editrice Bur-Rizzoli (1990) – è stato al centro della ricerca nella seconda metà degli anni Ottanta; alcuni sondaggi sulle costanti linguistiche del poema e sulla sua incidenza nella poesia umanistica hanno trovato una collocazione naturale e sistematica nel saggio Lucrezio. Le parole e le cose (1988, 19922, 20053) e in numerosi interventi successivi che hanno ripreso e precisato tale approccio linguistico-filosofico al poema.

Da questa stessa attenzione al particolare linguistico nasce il trattato di grammatica latina Verba et res. Morfosintassi e Lessico del Latino (1997), dove, parallelamente alla trattazione della grammatica tradizionale, si è inaugurato il discorso sul lessico studiando in particolare la semantica delle parti del discorso e le lingue tecniche.

Le ricerche più recenti lo vedono impegnato nello studio della fortuna dei classici nella letteratura e nella cultura italiana moderna e contemporanea; in questo ambito, una prospettiva privilegiata è quella delle traduzioni d’autore (in particolare di Lucrezio) e della storia delle idee (per es. il concetto di modello, a cui ha dedicato un Seminario presso l’Accademia dei Lincei).

Da segnalare infine – nell’ultimo decennio – una nuova e duplice direzione di ricerca: da un lato, l’interesse per i rapporti fra discipline umanistiche e scienze “esatte”, da inquadrare secondo un nuovo paradigma di congiunzione e alleanza, che superi la tradizionale impostazione delle “due culture”; dall’altra, un’intensa attività di divulgazione della cultura classica, che Ivano Dionigi ha perseguito attraverso il Centro Studi “La permanenza del Classico” di cui è fondatore e direttore dal 1999.

Fra le numerose attività connesse a questi due ambiti, si segnalano la promozione di un dialogo sistematico e di un confronto diretto fra classicisti e scienziati moderni (vd. il Congresso Internazionale del 2005 Scientia rerum. La scienza di fronte ai Classici e il corrispondente volume edito da Bur-Rizzoli nel 2007) e l’avvio di un’originale e inedita forma di didattica interdisciplinare, con il corso (attivo dal 2006)Linguaggi delle scienze e antichità classica, rivolto agli studenti di tutto l’Ateneo; inoltre, la promozione degli studi classici nei confronti della scuola e della società, attraverso cicli di letture e lezioni che hanno attirato su Bologna l’interesse e l’attenzione della stampa nazionale e che stanno per giungere alla loro ottava edizione(www.classics.unibo.it/Permanenza); in questo modo, attraverso il Centro Studi, l’attività di Ivano Dionigi persegue un fine didattico e scientifico che coinvolge le diverse “anime” della tradizione classica: greca, latina, cristiana, medioevale e umanistica. Strettamente connesse all’attività del Centro Studi è la pubblicazione, presso la casa editrice BUR-Rizzoli, di una vera e propria “collana” dedicata alla fortuna dell’antico in numerosi aspetti della cultura contemporanea; tale impegno editoriale è stato inaugurato dal volume Di fronte ai classici del 2002 (che ha suscitato un ambio dibattito in àmbito nazionale ed europeo) ed è stato seguito da numerose pubblicazioni cui hanno collaborato alcuni dei maggiori intellettuali italiani e stranieri.

Oltre ad aver tenuto conferenze, relazioni e seminari in numerose Università italiane e straniere, siede nel Comitato scientifico redazionale di prestigiose Riviste internazionali (quale Eikasmos), è condirettore della collana editoriale “Testi e Manuali per l’Insegnamento Universitario del Latino” (Pàtron, Bologna) ed è membro effettivo di Centri Studi (Centro di Studi ciceroniani) e Accademie (Accademia delle Scienze di Bologna).