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22, 23, 24 aprile 2022

LA LOCANDIERA

di

Carlo Goldoni

regia

Luca De Fusco

con

Lara Sansone

Francesco Biscione

Vittorio Ciorcalo

Cinzia Cordella

Gennaro Di Biase

Giacinto Palmarini

Gilda Postiglione

aiuto regia

Lucia Rocco

scene e costumi

Marta Crisolini Malatesta

disegno luci

Gigi Saccomandi

musiche a cura di

Paolo Coletta

una produzione

Tradizione e Turismo – Centro di Produzione Teatrale

Da venerdì 22 aprile a domenica 24 aprile va in scena al teatro Sannazaro “La locandiera” di Carlo Goldoni con Lara Sansone, Francesco Biscione, Vittorio Ciorcalo, Cinzia Cordella, Gennaro Di Biase, Giacinto Palmarini e Gilda Postiglione. La regia è di Luca De Fusco. Le musiche sono a cura di Paolo Coletta. Una produzione Tradizione e Turismo – Centro di Produzione Teatrale

“Torno a Goldoni dopo dieci anni. – dice Il regista De Fusco – L’ho molto frequentato durante il mio decennio Veneto mettendo in scena La bottega del caffè con Pagliai, La Trilogia della villeggiatura con Lello Arena ed infine L’impresario delle Smirne con Eros Pagni. Ritrovo ne La Locandiera la perfezione della drammaturgia goldoniana, il suo meccanismo a mosaico che la rende perfetta se la compagnia è dotata di tutte le tessere giuste. Il regista deve rispettare ed anzi sforzarsi di riprodurre il mosaico ma può poi darsi delle libertà interpretative. Per la terza volta ho ambiento Goldoni negli anni ’50.

Trovo che ci sia un’analogia tra la freschezza e l’ottimismo della nascente borghesia italiana del ’700 e quello della borghesia italiana degli inizi del boom economico del secolo scorso.

Le trasposizioni, a mio avviso, rivitalizzano i testi e ne dimostrano l’eternità. Come già feci nell’Impresario, innesto musica e canzoni nello spettacolo. In quel caso lo spunto era quello delle musiche di Nino Rota, per la versione di Visconti.

In questo caso, con maggiore libertà, immagino che al centro della locanda super stilizzata di Marta Crisolini ci sia un jukebox e che proprio la musica sia il filo sottile che lega Mirandolina e Fabrizio. Non possiamo infatti concepire oggi che questa affascinante locandiera sposi alla fine Fabrizio solo per seguire il consiglio del padre. Ma la cornice canora e la presunzione di un reale feeling tra i due sposi non ci fa dimenticare il cinismo della protagonista e le nevrosi del cavaliere, i due tratti più contemporanei del testo.

Inizio con questo spettacolo una collaborazione con gli amici del Teatro Sannazaro che spero sia duratura. Si lavora bene in questo piccolo gioiello settecentesco al centro di Napoli: è una gestione familiare che tratta il teatro con amore antico ma con approccio moderno e che si basa su un talento, quello di Lara Sansone, risaputo a Napoli ma che merita di essere reso noto ormai in tutta l’Italia.