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“IO SONO FEDRA” DEBUTTA AL TEATRO TRAM

DAL 16 AL 26 FEBBRAIO LA RISCRITTURA DELLA TRAGEDIA DI EURIPIDE

SUL PALCO DOCENTI E ALLIEVI DEI LABORATORI

La “scuola” di Port’Alba porta in scena un testo di Marina Salvetti

Con Titti Nuzzolese, Antonio Buonanno, Errico Liguori e Antonello Cossia

e la regia di Gianmarco Cesario

Dal 16 al 26 febbraio debutta al Teatro TramIo sono Fedra”: la sala di via Port’Alba a Napoli fa salire sul palco docenti e allievi del laboratorio di teatro e dal 16 al 26 febbraio porta in scena una riscrittura della tragedia di Euripide a cura di Marina Salvetti.

A tessere le trame di un grande classico rivisitato in chiave contemporanea ci saranno, nelle due settimane di programmazione, Titti Nuzzolese, Antonio Buonanno, Errico Liguori, Antonello Cossia, con la regia di Gianmarco Cesario.

“Io sono Fedra” è una riscrittura attualissima della tragedia. Inizia la rappresentazione e non siamo a Trezene, la città del Peloponneso dove è ambientata la versione originaria della storia, ma tra le mura di un seminario. Non ci sono dei capricciosi a determinare l’ineluttabilità del destino di Fedra, di Teseo e di Ippolito. Eppure i personaggi si muovono nell’ambito della stessa domanda drammatica: è possibile scappare da noi stessi? La risposta è nel titolo.

“Chi è Fedra? La sua storia ci è stata raccontata da Euripide, da Seneca, da Racine e persino da D’Annunzio – spiega Marina Salvetti -. Ma in pochi, presi alla sprovvista e senza Google, saremmo in grado di rispondere a questa domanda su due piedi. Fedra abita il mito ma quasi non ne fa parte. Non è Medea, non è Euridice né Antigone. Non è nemmeno Arianna che, col suo filo, conduce Teseo fuori dal labirinto. Eppure, è sua sorella nonché moglie proprio di quel Teseo che abbandona Arianna a Nasso. Fedra è la figlia di mezzo, la sposa in seconde nozze, la matrigna di cui prendersi gioco. Non ha compiuto gesti eroici, non ha consumato vendette crudeli. Fedra prova a fare la cosa giusta, cerca disperatamente di allontanarsi dal brodo di coltura in cui è cresciuta”.

Fedra non vuole restare intrappolata nelle tare incestuose e scandalose della sua famiglia. Il disperato tentativo di essere migliore di quanto il mondo si aspetti da lei, unito alla ricerca di un’identità deludente ai suoi occhi, fanno di lei una figura estremamente moderna. Fedra si giudica, si punisce, si odia. Non si riconosce nella donna che è diventata e che in tanti amano. Sente di essere nel torto a causa dei suoi sentimenti verso il giovane Ippolito che la detesta. È l’unico a farlo, ma Fedra non sembra vedere altro che quel biasimo. Ippolito è il solo specchio in cui lei vuole guardarsi. L’epilogo tragico della storia è frutto del desiderio di autodistruzione di Fedra.

“Portare in scena il mito è un compito che il Teatro s’è posto sin dalle sue origini – sottolinea il regista Gianmarco Cesario -, e quello che mi ha entusiasmato in questa operazione è stato il poter lavorare su una scrittura scenica moderna, che mette al centro della vicenda le crisi di donne e uomini di oggi, ma con riferimenti precisi ai corrispondenti archetipi del V secolo a.c. Il profondo studio psicologico e teologico affrontato dall’autrice mi ha dato la possibilità di lavorare con libertà nella creazione di una rappresentazione essenziale in cui il ruolo degli attori è stato fondamentale”.

DAL 16 AL 19 FEBBRAIO 2023

DAL 23 AL 26 FEBBRAIO 2023

IO SONO FEDRA

di Marina Salvetti

da Euripide

con Titti Nuzzolese, Antonio Buonanno, Antonello Cossia, Errico Liguori

e gli allievi del laboratorio di teatro del TRAM: Saverio Di Giorno, Cesare Leonardis, Fabio Paesano, Stefania Palumbo, Eduardo Serafini, Alessandro Rea

regia di Gianmarco Cesario

produzione Teatro dell’Osso / TRAM

Biglietti:

intero € 13,00

ridotto € 10,00 (under 26 e over 65)

Card

4 spettacoli a scelta: € 36

Orari degli spettacoli:

Giovedì ore 21.00

Venerdì ore 20.00

Sabato ore 19.00

Domenica ore 18.00