Di: Sergio Palumbo

La rassegna “Un’Estate da Re 2018” chiude in bellezza con un evento straordinario: un recital di due nomi d’eccezione della musica lirica internazionale, Jonas Kaufmann e Maria Agresta. La chiusura è anche tempo di bilanci: la rassegna organizzata dalla Scabec Spa in collaborazione con la Reggia di Caserta e il Comune di Caserta con la partecipazione del Teatro di San Carlo di Napoli e il Teatro “Giuseppe Verdi” di Salerno, chiude con circa diecimila presenze nei dieci appuntamenti del pregevole programma che ha visto, negli scenari suggestivi dell’Aperia della Reggia di Caserta e del Belvedere di San Leucio, alternarsi musica sinfonica, lirica e balletto.

Per l’evento conclusivo, Stellario Fagone dirige un’orchestra d’eccezione, composta da elementi dell’Orchestra del Teatro San Carlo di Napoli e dell’Orchestra del Teatro Municipale “Giuseppe Verdi” di Salerno, subito protagonista nell’apertura, con il preludio del Nabucco di Giuseppe Verdi, dopo il quale entra in scena Jonas Kaufmann, per la celebre aria “Che gelida manina”, dalla Bohème di Giacomo Puccini. Il tenore tedesco conquista il pubblico sin dalle prime note, con la sua inconfondibile voce, dal timbro pregevole e pressoché unica per sonorità ed estensione, cui si affianca la bella presenza scenica. “Deh parlate, chi siete? Vi piaccia dir?” chiede Rodolfo e poco dopo entra in scena una bellissima Mimì: Maria Agresta, elegantissima nel suo abito nero (e, se possibile, ancor più lo sarà nella seconda parte dello spettacolo in un meraviglioso abito rosso), in forma smagliante e con una voce da brividi, risponde “Sì, mi chiamano Mimì” ed è un florilegio di colori pregiati, uniti ad una straordinaria padronanza tecnica e ad un’espressività di rara intensità che rendono il soprano cilentano una delle migliori voci liriche del panorama mondiale. Si continua con il duetto che chiude il primo atto della Bohème (“O soave fanciulla”) e scrosciano, sacrosanti, gli applausi del pubblico entusiasta, mentre Rodolfo e Mimì escono in estasi d’amore dalla soffitta. Ancora Puccini con il bellissimo intermezzo dalla Manon Lescaut, eseguito con maestria dall’orchestra, seguito poi da un altro duetto, stavolta tratto da Tosca (“Mario, Mario, Mario”), per poi tornare a Verdi con l’intenso duetto “Già nella notte densa” dall’Otello di Verdi, che Jonas Kaufmann e Maria Agresta hanno interpretato come Otello e Desdemona lo scorso anno alla Royal Opera House di Londra diretti da sir Antonio Pappano in un’edizione indimenticabile. Ma prima c’era stato un altro momento di grande magia sinfonica, con l’Intermezzo della Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni.

La seconda parte del programma è più “leggera”, ma non per questo di minor pregio, con i due protagonisti del recital impegnati in celebri brani della tradizione napoletana ed italiana, splendidamente eseguiti, anche con qualche simpatico siparietto, alternandosi in scena o duettando: “Rondine al nido”, “Mattinata”, “Core ‘ngrato” e “Parla più piano” (sul celebre tema de “Il Padrino”, composto da Nino Rota) per Jonas Kaufmann, “’A vucchella”, “Il bacio” per Maria Agresta e, dopo quest’ultimo brano, qualcuno del pubblico le urla “Sei divina, Maria!” C’è anche una piccola parentesi per la sola orchestra, con la “Passerella d’addio” di Nino Rota, da Otto e Mezzo di Federico Fellini, ma sono i duetti i momenti di maggiore emozione, con “Musica proibita”, “Non ti scordar di me”, “Passione”, “Torna a Surriento”, chiudendo in bellezza con il bis “’O Sole Mio”.

Si chiude in bellezza un’edizione della rassegna “Un’Estate da Re” che resterà memorabile per gli eventi in cartellone e l’altissimo livello degli artisti che ne sono stati protagonisti. Un particolare plauso va ad Antonio Marzullo, che ne ha curato la direzione artistica.

Link: il sito di Un’Estate da Re – www.unestatedare.it